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Francesco Mattesini LA BATTAGLIA AERONAVALE DI MEZZO GIUGNO, OPERAZIONE ‶JULIUS”  Prezzo: 44.00 Euro
Pagg. 540 cm. 24x17
Francesco Mattesini, uno dei piñ noti e capaci storici delle operazioni aeronavali in Mediterraneo nella II Guerra Mondiale, ha dato alle stampe un’altra opera, possiamo dire definitiva, su un altro scontro aeronavale decisivo, vale a dire il contrasto di due convogli, uno da Alessandria e l’altro da Malta, diretti a Malta, a metà giugno 1942. Si tratta di operazioni complesse e con molti punti da chiarire. Il convoglio da oriente non venne a contatto balistico in quanto l’uscita della squadra navale da Taranto indusse i britannici a ripiegare, subendo attacchi di formazioni aeree e unità navali subacquee e sottili, italiane e tedesche, con diverse perdite. Ma l’episodio decisivo fu la cosiddetta Battaglia di Pantelleria, quando la VII Divisione incrociatori, con 2 incrociatori medi e 5 caccia, all’alba si frappose al convoglio da Gibilterra, in questa fase difeso solo da cacciatorpedinieri e dall’incrociatore antiaereo CAIRO (armato solo con cannoni da 102 mm). L’ammiraglio Da Zara, pur avendo a disposizione una lunga giornata di bel tempo, riuscì a concludere poco e niente, quando il resto del convoglio sembrava spacciato. La Royal Navy anche in questa circostanza reagì con coraggio, sfruttando tutti gli errori del comandante italiano, riuscendo a condurre a Malta i restanti due mercantili, risultati preziosissimi. Mattesini mette in evidenza la mancanza di coordinazione fra forze navali e componenti aeronautiche (inclusa la tedesca), per cui Da Zara ‶perse” il convoglio e non capì bene neppure chi aveva di fronte, dato che ipotizzava la presenza di fronte alle sue unità di inesistenti incrociatori medi e pesanti, non intepretando bene neppure gli spruzzi sollevati dai colpi avversari. E anche gli attacchi aerei italo-tedeschi nella realtà non colsero i successi che rivendicarono, creando una atmosfera di trionfo generale che, nella realtà, andava ridimensionata. E vi era il solito problema della scorta dei caccia nonostante l’aereoporto di Pantelleria, con il suo grande rifugio sotterraneo, che garantiva la possibilità di una copertura reale costante.
Giustamente Mattesini ricostruisce l’azione delle componenti navali e di quelle aeree, cosa che non sempre è stato fatto, assumendo visioni di parte, per cui non si aveva il quadro d’insieme adeguato. Sta di fatto che l’autore riesce a mettere nella giusta luce i vari accadimenti, incluso la paura di perdere ogni singola unità navale, tanto che De Zara inviò tutti i cacciatorpedinieri in soccorso al VIVALDI incendiato, lasciando soli i due incrociatori, non comprendendo che la distruzione dei mercantili era piñ importante dell’eventuale perdita di una unità.
Questo corposo volume è completato con un’ampia iconografia, con molte foto interessanti, anche poco conosciute. Un volume assolutamente indispensabile per chi si occupa di queste vicende.


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